sabato 30 gennaio 2010

Allenamento

30 gegnaio 2010

Allenamento lungo

Orario: 8,15 – 10,30

Clima: pioggia, temperatura gradevole,

Tempo: 2 h 08 mm 20 ss

Percorso: giri stadio Palme e campetto esterno
 
Consumo energetico: nc kcal

Frequenza cardiaca media: 133 bpm
Frequenza cardiaca picco max: 153 bpm (0 mm  00 ss)
Note: Peso ???

venerdì 29 gennaio 2010

Da Nova de Il Sole-24 Ore

21-01-2010

Pag. 10

John Brockman, autore ed editore, Edge

STIAMO PARLANDO

A metà anni Sessanta molti artisti studiavano la scienza e il loro lavoro era imbevuto di teorie scientifiche. John Cage aveva fatto sua l'idea di McLuhan che, inventando la tecnologia elettrica, abbiamo esternalizzato i nostri sistemi nervosi centrali, le nostre menti. Dovevamo andare oltre l'idea di intelligenza personale: l'intelligenza era diventata collettiva. L'intelligenza intesa come estensione fatta dall'uomo era diventata il nostro ambiente, che lui indicava come una "coscienza collettiva" a cui potevamo attingere creando "una rete pubblica globale". Internet non era stata inventata, ma l'idea era stata concepita. Ho iniziato allora a sviluppare un tema che ha ispirato i miei lavori da allora: le nuove tecnologie danno vita a nuove percezioni. La realtà è un processo creato dall'uomo. Creiamo degli strumenti e poi modelliamo noi stessi a loro immagine. Ned Hall una volta mi ha indicato che le invenzioni più rilevanti non sono quelle che assomigliano alle invenzioni, ma quelle che appaiono innate e naturali. Le scoperte più importanti per lui non erano quindi fuoco, stampa, elettricità o Dna. Ma... la parola. Il parlare era considerata una cosa innata e naturale fino a che il primo uomo lo ha reso visibile esclamando "Stiamo parlando". L'internet è l'oscillazione infinita della nostra coscienza collettiva che interagisce con se stessa.



Allenamento

29 gennaio 2010

Allenamento lento

Orario: 5,15 – 6,30

Clima: pioggia, temperatura gradevole,

Tempo: 1 h 03 mm 39 ss

Percorso: Politeama, Libertà, Statua, Crocerossa, Alcide de Gasperi, Stadio Palme, 6 giri campetto piccolo, Alcide de Gasperi , Crocerossa, Statua, Catania
 
Consumo energetico: nc kcal

Frequenza cardiaca media: 118 bpm
Frequenza cardiaca picco max: 132 bpm (0 mm  00 ss)
Note: Peso ???





giovedì 28 gennaio 2010

Allenamento

28 gennaio 2010

Allenamento lento

Orario: 5,15 – 6,30

Clima: pioggia, temperatura gradevole,

Tempo: 1 h 06 mm 18 ss

Percorso: Politeama, Libertà, Statua, Crocerossa, Alcide de Gasperi, Stadio Palme, 6 giri campetto piccolo, Alcide de Gasperi , Crocerossa, Statua, Catania
 
Consumo energetico: 712 kcal

Frequenza cardiaca media: 127 bpm
Frequenza cardiaca picco max: 140 bpm (0 mm  00 ss)
Note: Peso ???





Da Nova de Il Sole-24 Ore

21-01-2010

Pag. 10

Clay Shirky, tecnologo ed esperto di social network, New York University

L'ABBONDANZA E LA SCARSITÀ

La rete è stata utilizzata dalla maggioranza del mondo sviluppato per meno di un decennio, ma possiamo già vederne alcuni tipici vantaggi (accesso migliorato all'informazione, collaborazione molto ampia) e svantaggi (pensieri interrotti, distrazioni senza fine). Si tratta quindi di giudicare il valore relativo del network in relazione al nostro modo di pensare. È per noi una sfortuna vivere nel corso del maggior incremento di capacità espressiva nella storia, una sventura perché l'abbondanza rovina più cose che la carenza. Quest'ultima implica che le cose di valore acquistino maggior valore, un cambiamento concettualmente facile. L'abbondanza invece porta a togliere valore alle cose in precedenza rilevanti, il che spaventa le persone. È quello che accade oggi con l'editoria. Nel XX secolo il solo fatto di possedere un apparato per diffondere notizie, che fosse stampa o tv, determinava l'importanza di una persona. Oggi l'editoria, nel senso di rendere pubbliche informazioni, sta perdendo il suo valore a livello di professione. Lo shock dell'inclusione, per cui i media professionali sono superati dalla partecipazione di due miliardi di dilettanti implica il peggioramento della qualità media del pensiero pubblico. È naturale che se tutto quello che succede come effetto della maggior partecipazione è la distruzione dei modelli esistenti di produzione di materiali intellettuali, potremmo essere all'inizio di un altro Medioevo. Dipende da noi quindi evitare che questo succeda. I beneficiari del sistema in cui la comunicazione era un'attività privilegiata metteranno in discussione la nuova abbondanza di pensiero pubblico, ma si tratterà solo di una veglia funebre: il cambiamento che loro temono è già nel passato. L'azione reale è altrove.



Da Nova de Il Sole-24 Ore

Spazio e tempo non sono condizioni in cui viviamo bensì sono semplicemente modi di pensare
Albert Einstein (1879-1955)

mercoledì 27 gennaio 2010

Da Nova de Il Sole-24 Ore

21-01-2010

Pag. 12

Luca Chittaro, professore di interazione uomo-macchina, Università di Udine.

ATTENZIONE DA GESTIRE

Come il web cambia il pensiero della specie?

È possibile che la profondità dell'innovazione introdotta dalla rete di computer e persone che oggi chiamiamo internet costituisca una trasformazione del contesto nel quale avviene l'evoluzione della specie umana. Alcuni scienziati individuano nell'innovazione internettiana il primo segnale di un più importante cambiamento, dal quale potrebbe scaturire, nel lunghissimo periodo, una diversa conformazione del cervello.

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Internet aumenta il ricorso a scorciatoie nei nostri ragionamenti, per il sommarsi di due fattori. Da un lato, la rete fa crescere a livelli mai visti prima il numero di informazioni e stimoli a cui siamo sottoposti. Dall'altro, la nostra capacità di concentrarci mentalmente su un certo numero di informazioni (memoria a breve termine) rimane radicalmente limitata (provate ad esempio ad eseguire l'operazione 514 x 632 solo mentalmente, senza poter trascrivere i risultati parziali). Lo studio dei fattori umani nell'interazione con i computer ha mostrato che, in condizioni di sovraccarico cognitivo, le persone fanno maggior ricorso a scorciatoie euristiche per gestire in modo efficiente la complessità. Ad esempio, prendono una decisione perché è "la prima che mi è venuta in mente" oppure "è quella che prendono la maggioranza delle persone" oppure "l'ho presa tante volte in passato" e tante altre euristiche che evitano un processo decisionale attento e ragionato, rendendo automatici i comportamenti. Ma la plasticità del cervello permette un'evoluzione: possiamo allenarci a divenire consapevoli di questi nostri automatismi e a gestire meglio l'attenzione. Chi prospererà nell'ecosistema della rete sarà chi ha sviluppato strategie di controllo dell'attenzione che permettono di immergersi a piacimento nel flusso informativo senza rimanerne travolti: discriminando, categorizzando, filtrando, stabilendo priorità, spendendo le proprie risorse attenzionali su ciò che è veramente importante.