7 marzo 2009
Orario: 7,15 – 9,55
Clima: freddo, ventoso, in parte piovoso
Tempo: 2 hh 35 mm 08 ss
Percorso: Palme, Favorita, Cesenatico, discesa di Mondello, salita monte pellegrino prima galleria e ritorno, discesa di Mondello, Valdesi, circolo Lauria, Torre, Faro di capo gallo, circolo Lauria, salita Favorita, Cesenatico, Favorita, Palazzina Cinese, via del fante, giro grande campetto, Palme
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sabato 7 marzo 2009
giovedì 5 marzo 2009
Allenamento
Questa mattina mi sono allenato
Orario 5,20 - 6,45
Percorso: Politeama, Libertà, Stazione Notarbartolo, Libertà, Statua, Alcide de Gasperi, 2 giri via del fante via trinacria, stadio delle palme, alcide de gasperi, statua, libertà, politeama
Tempo: 1hh 20 mm 40 ss
Soddisfatto
Orario 5,20 - 6,45
Percorso: Politeama, Libertà, Stazione Notarbartolo, Libertà, Statua, Alcide de Gasperi, 2 giri via del fante via trinacria, stadio delle palme, alcide de gasperi, statua, libertà, politeama
Tempo: 1hh 20 mm 40 ss
Soddisfatto
giovedì 19 febbraio 2009
Allenamento
Ancora fermo. Non corro oramai da mercoledì della scorsa settimana. Vediamo se sabato riuscirò a riprendere. Napoli si avvicina e la preparazione deve ricominciare.
lunedì 16 febbraio 2009
Allenamento
Niente allenamento per il 14, 15 e 16 febbraio. Speriamo di riprendere domani 17 febbraio 2009.
venerdì 13 febbraio 2009
Allenamento
Niente allenamento nè ieri 12 nè oggi 13 febbraio, dai sintomi temo un attacco influenzale. Pazienza.
mercoledì 11 febbraio 2009
Allenamento
Allenamento dalle 5,00 alle 6,25 (1 h 22mm 47 ss).
Un po' di fatica ma non sembrano esserci problemi fisici. Spero di trovare la continuità.
Un po' di fatica ma non sembrano esserci problemi fisici. Spero di trovare la continuità.
martedì 10 febbraio 2009
Allenamento
Niente allenamenti da domenica 8 a oggi 10 febbraio. Speriamo di trovare la voglia domani.
lunedì 9 febbraio 2009
7 febbraio 2009
Allenamento del 7 febbraio 2009
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Percorso dell’allenamento del giorno:
Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello – Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia – Antenne Stazione Rai Way – Discesa Scala vecchia – Fiera – Don Bosco – Stadio delle Palme
Tempo 2 h 13 mm 09 ss
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Percorso dell’allenamento del giorno:
Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello – Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia – Antenne Stazione Rai Way – Discesa Scala vecchia – Fiera – Don Bosco – Stadio delle Palme
Tempo 2 h 13 mm 09 ss
venerdì 6 febbraio 2009
Allenamento
Allenamento leggero dalle 5,34 alle 6,50 (1 h 14 mm 04 ss)
Minore fastidio al tendine di Achille dx - stretto meno le stringhe
Minore fastidio al tendine di Achille dx - stretto meno le stringhe
giovedì 5 febbraio 2009
martedì 3 febbraio 2009
Il Passatore, l'impresa
Mi piace aggiungere a questo viaggio il racconto di alcune emozioni che ho provato nel realizzare una mia personale impresa.
30.05.2003
Non posso dire come mi sentirei se non l’avessi finita e posso certamente dire che non lo saprò mai e sapete bene il perchè.
E’ troppo presto per affidare alla parola scritta il significato di quello che in una notte si è realizzato. Più ore passano dall’aver tagliato il traguardo e sempre più nella mia mente si aprono dei flash di quanto ho vissuto in una notte magica, irripetibile. Correre nella luce è stato un fatto agonistico, correre nella notte è stato un sogno, il susseguirsi di emozioni forti, ho corso ridendo e ho corso piangendo e non certamente per fatica o delusione. Ho combattuto il mio buon combattimento, non posso avere rimpianti, non devo avere rimpianti.
Grazie Luigi per avermi dato l’opportunità di vivere intensamente una notte con me stesso, non so quante occasioni simili si possono avere nella vita e non so neanche se ogni uomo, anche in diversi contesti, riesce a vivere tali emozioni. Grazie Filippo per l’entusiasmo che ci hai regalato, ma sappi che queste imprese sono questioni di cuore, non di muscoli ne di tempo.
Un giorno, forse, cercherò di rivivere scrivendo quanto mi è capitato, forse riuscirà a essere emozionante quanto lo è stato viverla.
E un grazie a Giovanni, importante durante tutto il percorso, determinante a 30 km da Faenza quando la forza di correre stava venendo meno e che è invece riuscito a farmi tornare a correre, se ho potuto piangere oltre il traguardo forse molto del merito è proprio suo.
30.05.2003
Non posso dire come mi sentirei se non l’avessi finita e posso certamente dire che non lo saprò mai e sapete bene il perchè.
E’ troppo presto per affidare alla parola scritta il significato di quello che in una notte si è realizzato. Più ore passano dall’aver tagliato il traguardo e sempre più nella mia mente si aprono dei flash di quanto ho vissuto in una notte magica, irripetibile. Correre nella luce è stato un fatto agonistico, correre nella notte è stato un sogno, il susseguirsi di emozioni forti, ho corso ridendo e ho corso piangendo e non certamente per fatica o delusione. Ho combattuto il mio buon combattimento, non posso avere rimpianti, non devo avere rimpianti.
Grazie Luigi per avermi dato l’opportunità di vivere intensamente una notte con me stesso, non so quante occasioni simili si possono avere nella vita e non so neanche se ogni uomo, anche in diversi contesti, riesce a vivere tali emozioni. Grazie Filippo per l’entusiasmo che ci hai regalato, ma sappi che queste imprese sono questioni di cuore, non di muscoli ne di tempo.
Un giorno, forse, cercherò di rivivere scrivendo quanto mi è capitato, forse riuscirà a essere emozionante quanto lo è stato viverla.
E un grazie a Giovanni, importante durante tutto il percorso, determinante a 30 km da Faenza quando la forza di correre stava venendo meno e che è invece riuscito a farmi tornare a correre, se ho potuto piangere oltre il traguardo forse molto del merito è proprio suo.
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Misurare la vita con i passi
Essendo un maratoneta ho trovato l'articolo che riporto, molto fedele.
Misurare la vita con i passi, di Ugo Riccarelli, pubblicato su Il Sole-24 Ore di domenica 19 dicembre 2004, pag.31 dell'inserto domenicale
Correre la maratona vuol dire misurare la propria vita passo dopo passo. I piedi, lanciati a rincorrersi, le gambe secche, madide di sudore, gli occhi fissi, i maratoneti si aggrappano all'aria come i ciclisti alle loro biciclette, fratelli di fatica, scalatori di vette lunghe quarantadue chilometri. Senz'altro, esprimono tutto il fascino di una corsa tirata allo spasimo, la stessa che quel mattocchio di Filippide si inventò, il 10 di agosto del 490 avanti Cristo, sulla piana di Maratona. Lui, il greco, era un emerodromo, gente che per mestiere era capace di correre un giorno intero e più, a portare messaggi e notizie per conto di generali e politici. Qui l'aggettivo "mitico" non è sprecato, che gente come il nostro Filippide era capace di bersi 200 chilometri in 15 ore … . Quel giorno, il giorno in cui gli ateniesi ricacciarono in mare i persiani, lui se ne bevve tutti d'un fiato quarantadue, da Maratona ad Atene, per annunciare la vittoria, dopo che, secondo Erotodo, nei quattro giorni precedenti era andato e venuto da Sparta coprendone qualche altro centinaio. Per questo, probabilmente, stramazzò con la vita consumata dalla corsa nei pressi dell'Acropoli, la notizia della vittoria nel suo ultimo respiro. Sicuramente è anche in questa origine eroica che risiede il fascino di chi oggi, che telefonini e altre diavolerie hanno reso inutili gli emerodromi, si getta dentro questo rosario di chilometri. E in questa distanza, ribattuta a ogni passo proprio come una preghiera, la verità si presenta prima o poi di fronte, come lo Stelvio per le biciclette o la Streiff per gli sciatori. Dopo il trentesimo chilometro i nodi vengono al pettine e da lì in poi la maratona comincia a disegnare i profili dei volti che noi portiamo nei ricordi, la smorfia di Zatopek, lo sguardo allucinato di Gelindo Bordin, i piedi scalzi, duri come il marmo di Abebe Bikila al cospetto del Colosseo. A queste figure, sempre, noi ci appendiamo, tratteniamo con loro il respiro, controlliamo il distacco dal rivale, assistiamo a speranze che si spezzano all'improvviso come un cracker, a passi che oppressi da un'improvvisa pesantezza, da battiti d'ala di farfalla diventano blocchi di marmo. Là dentro, in quei passi, c'è probabilmente tutto il nostro destino di uomini, c'è la leggerezza e la speranza, il dolore e la gioia, la bellezza e l'orrore, la paura e la vittoria. C'è qualcosa, allora, che nonostante tutto, è rimasto uguale dal 490 avanti Cristo a oggi e che sta in quello spazio di circa due ore in cui tutto si apre e si conclude, in cui un'intera vita viene condensata a forza di correre, di spremere il tempo e i muscoli, dietro al fantasma di Filippide. Oggi, primi anni del XXI secolo, proprio sull'ombra di quel fantasma le maratone si sono moltiplicate, così che ogni grande città presenta nugoli di formiche, a migliaia, pronte a cimentarsi con quel nome che è diventato mito.
Misurare la vita con i passi, di Ugo Riccarelli, pubblicato su Il Sole-24 Ore di domenica 19 dicembre 2004, pag.31 dell'inserto domenicale
Correre la maratona vuol dire misurare la propria vita passo dopo passo. I piedi, lanciati a rincorrersi, le gambe secche, madide di sudore, gli occhi fissi, i maratoneti si aggrappano all'aria come i ciclisti alle loro biciclette, fratelli di fatica, scalatori di vette lunghe quarantadue chilometri. Senz'altro, esprimono tutto il fascino di una corsa tirata allo spasimo, la stessa che quel mattocchio di Filippide si inventò, il 10 di agosto del 490 avanti Cristo, sulla piana di Maratona. Lui, il greco, era un emerodromo, gente che per mestiere era capace di correre un giorno intero e più, a portare messaggi e notizie per conto di generali e politici. Qui l'aggettivo "mitico" non è sprecato, che gente come il nostro Filippide era capace di bersi 200 chilometri in 15 ore … . Quel giorno, il giorno in cui gli ateniesi ricacciarono in mare i persiani, lui se ne bevve tutti d'un fiato quarantadue, da Maratona ad Atene, per annunciare la vittoria, dopo che, secondo Erotodo, nei quattro giorni precedenti era andato e venuto da Sparta coprendone qualche altro centinaio. Per questo, probabilmente, stramazzò con la vita consumata dalla corsa nei pressi dell'Acropoli, la notizia della vittoria nel suo ultimo respiro. Sicuramente è anche in questa origine eroica che risiede il fascino di chi oggi, che telefonini e altre diavolerie hanno reso inutili gli emerodromi, si getta dentro questo rosario di chilometri. E in questa distanza, ribattuta a ogni passo proprio come una preghiera, la verità si presenta prima o poi di fronte, come lo Stelvio per le biciclette o la Streiff per gli sciatori. Dopo il trentesimo chilometro i nodi vengono al pettine e da lì in poi la maratona comincia a disegnare i profili dei volti che noi portiamo nei ricordi, la smorfia di Zatopek, lo sguardo allucinato di Gelindo Bordin, i piedi scalzi, duri come il marmo di Abebe Bikila al cospetto del Colosseo. A queste figure, sempre, noi ci appendiamo, tratteniamo con loro il respiro, controlliamo il distacco dal rivale, assistiamo a speranze che si spezzano all'improvviso come un cracker, a passi che oppressi da un'improvvisa pesantezza, da battiti d'ala di farfalla diventano blocchi di marmo. Là dentro, in quei passi, c'è probabilmente tutto il nostro destino di uomini, c'è la leggerezza e la speranza, il dolore e la gioia, la bellezza e l'orrore, la paura e la vittoria. C'è qualcosa, allora, che nonostante tutto, è rimasto uguale dal 490 avanti Cristo a oggi e che sta in quello spazio di circa due ore in cui tutto si apre e si conclude, in cui un'intera vita viene condensata a forza di correre, di spremere il tempo e i muscoli, dietro al fantasma di Filippide. Oggi, primi anni del XXI secolo, proprio sull'ombra di quel fantasma le maratone si sono moltiplicate, così che ogni grande città presenta nugoli di formiche, a migliaia, pronte a cimentarsi con quel nome che è diventato mito.
Allenamento
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Gli allenamenti sono cominciati. Una volta stabilito l'obiettivo si comincia.
Oggi ho fatto uno dei primi lavori importanti. Percorso: Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello - Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia - Discesa Scala vecchia - Don Bosco - Stadio delle Palme
Tempo 1 h 56 mm 45 ss
Non male.
Gli allenamenti sono cominciati. Una volta stabilito l'obiettivo si comincia.
Oggi ho fatto uno dei primi lavori importanti. Percorso: Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello - Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia - Discesa Scala vecchia - Don Bosco - Stadio delle Palme
Tempo 1 h 56 mm 45 ss
Non male.
Allenamento
31 gennaio 2009
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Percorso dell’allenamento del giorno:
Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello – Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia – Antenne Stazione Rai Way – Discesa Scala vecchia – Fiera – Don Bosco – Stadio delle Palme
Tempo 2 h 08 mm 00 ss
Soddisfatto, visto che non correvo dal sabato precedente.
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Percorso dell’allenamento del giorno:
Stadio delle Palme - Favorita - Discesa di Mondello – Salita di Montepellegrino - Santuario di Santa Rosalia – Antenne Stazione Rai Way – Discesa Scala vecchia – Fiera – Don Bosco – Stadio delle Palme
Tempo 2 h 08 mm 00 ss
Soddisfatto, visto che non correvo dal sabato precedente.
Allenamento
2 febbraio 2009
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Allenamento mattutino (5,00 – 6,15): 1 h 13 mm 48 ss
Continua a darmi fastidio il tendine di Achille destro. Pazienza.
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Allenamento mattutino (5,00 – 6,15): 1 h 13 mm 48 ss
Continua a darmi fastidio il tendine di Achille destro. Pazienza.
Allenamento
3 febbraio 2009
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Allenamento mattutino (5,00 – 6,20): 1 h 17 mm 34 ss
Continua a dare fastidio il tendine di Achille destro. Pazienza.
Obiettivo Maratona di Napoli, 19 aprile 2009
Allenamento mattutino (5,00 – 6,20): 1 h 17 mm 34 ss
Continua a dare fastidio il tendine di Achille destro. Pazienza.
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